“Il colore nell’architettura: un mezzo potente quanto il disegno della pianta  e la sezione.

O meglio: la policromia, un componente del disegno  pianta e della sezione stessa.

Era…Le Corbusier

RICORDIAMO  COLORI PRIMARI 

Sono tonalità che non possono essere ottenute da combinazioni di colori.

Se ne contano tre:

  • rosso 
  • giallo 
  • ciano

I colori secondari

Sono i colori ottenuti da uguali combinazioni di colori primari

blu & giallo=  verde

blu & rosso = viola

rosso & giallo =arancio

 

Ma i colori sono influenzati…sfumati.

 

L’influenza della luce

Abbiamo parlato dei colori visti con luce naturale o luce artificiale?

Anche luce naturale non è bianca.

La luce naturale ha un suo colore , cambia con le ore del giorno, con l’ambiente,  cambiano la percezione dei colori.

 

La classica luce elettrica a incandescenza, con il suo colore dominante giallo, fa apparire più chiaro il giallo ma più scuro il blu.

E se usiamo una luce rossa, è il rosso a sembrare più chiaro.

Le lampadine al sodio eliminano completamente i colori facendo risaltare solo i valori.

 

 

METAMERISMO

Il fenomeno chiamato “metamerismo” si ha quando colori che appaiono, all’occhio, identici sotto una certa luce, mostrano tonalità differenti se illuminati con una luce diversa.

In sostanza, c’è metamerismo quando due colori si equivalgono sotto una fonte di luce, ma risultano differenti ad altre esposizioni.

Questo effetto ottico dipende dal  comportamento dei coloranti.

  • Presenti nei tessuti (tipico il caso del vestito blu che appare nero sotto una luce gialla/alogena o al tungsteno),
  • Presenti negli  inchiostri da stampa e dei pigmenti utilizzati nella stampa digitale (toner, inkjet).

Perché il battiscopa appare diverso dal pavimento?

È evidente che la struttura dei due materiali è sostanzialmente diversa:

parliamo di un legno naturale impregnato di colorante e di una carta stampata col pigmento colorato steso sulla superficie.

La percezione del colore è fortemente influenzata dalla “brightness constancy” ossia dalla brillanza specifica della struttura di ciascun materiale.

 

La percezione dei colori

Numerosi studi scientifici hanno dimostrato l’influenza dei colori sulla sensibilità e sul comportamento dell’individuo.

Tale influenza non è certo uniforme : dipende da ciascuna personalità, da de-terminate associazioni di idee, da ricordi più o meno consapevoli.

Ad esempio, un determinato colore associato a bei ricordi rimarrà inconsapevolmente un colore allegro.

Inoltre, i colori non sono mai unici e la loro giustapposizione con altri colori o semplicemente col grigio ne può modificare la percezione.

Certamente ad una persona non verrebbe mai in mente di dipingere di rosso una stanza d’ospedale.

 

Alcuni colori danno un senso di calore, evocano il sole, il bel tempo;

Altri invece vengono associati a un senso di frescura.

Solitamente si pensa che i colori caldi spazino dal giallo-verde al rosso-viola, passando per l’arancio,

Mentre i colori freddi passino per il blu.

 

Si può sfruttare questa sensazione di caldo e di freddo per rivedere l’orientamento dei locali.

Utilizzate tonalità calde negli ambienti esposti a nord

Utilizzare tonalità fredde negli ambienti esposti al SUD

 

Tutto quanto detto precedentemente può essere modificato dalla qualità del materiale che compone il colore o dalla qualità della superficie colorata.

Lo stesso colore ha ovviamente risonanze diverse per un materiale opaco quale il feltro o materiali lucidi quali il vetro o la lacca.

In quest’ultimo caso il colore sembra più freddo e riflette inoltre i colori a lui vicini.

Al contrario, se la superficie è opaca, il colore sembra più caldo, più caloroso, un effetto quello che potrebbe essere sfruttato con un colore freddo.

Si sommano e si compongono colore, superficie, materiale e luce per avere l’effetto finale desiderato.

 

Policromia architettonica

La Polychromy Architectural di Le Corbusier è un capolavoro.

Lo strumento ideale per la progettazione magistrale del colore architettonico.

63 tonalità che Le Corbusier ha creato in due collezioni di colori: nel 1931 e nel 1959.

Tutte le tonalità sono eminentemente architettoniche, naturalmente armoniose e possono essere combinate in qualsiasi modo.

Ogni tonalità ha la sua rilevanza e incarna specifici effetti spaziali e umani.

La tavolozza dei colori del 1931

 

43 tonalità puristiche

La tavolozza purista del 1931 comprende 43 tonalità in 14 serie. Le serie sono composte da colori solidi e schiariture magistralmente graduate.

La codifica originale delle tonalità Le Corbusier inizia costantemente con “32xxx” – le serie sono contrassegnate dalle ultime tre cifre.

Ad esempio, le sfumature blu oltremare riportano le cifre finali da “020 a 024”.

Per riconoscere le affinità personali e selezionare le preferenze individuali, Le Corbusier ha anche creato tastiere di colore diverso con stati d’animo che riflettono funzioni specifiche dei colori.

La tavolozza dei colori del 1959

20 tonalità più intense 

La seconda collezione del 1959 completa la Policromia architettonica con altri 20 colori più potenti e dinamici.

Queste tonalità sono etichettate “4320x” – da 4320A a 4320W.

Anche in questo caso, Le Corbusier ha progettato un’ulteriore tastiera a colori .

La combinazione di tonalità colorate e acromatiche e diversi valori di luminosità sottolinea le straordinarie esperienze di Le Corbusier in architettura e come pittore, che costituiscono le fondamenta dell’intera Policromia architettonica.

 

Tonalità perfette per l’architettura, in naturale armonia tra loro e potenzialmente combinabili in infinite modalità.

Chiaramente dietro ogni tonalità c’è una specifica idea di rilevanza e una differente “strategia” di possibile sviluppo spaziale, oltre che di percezione e reazione umana.

NCS (Natural Colour System)

Come classifichiamo il colore nell’edilizia moderna

Oggi, in edilizia e arredamento, lo standard di riferimento a livello internazionale per classificare i colori è il sistema NCS (Natural Colour System),

Un modello basato proprio sulla percezione umana della cosiddetta “opponenza cromatica”

(diverso quindi da quello della “mescolanza” tra colori su cui si basano altri sistemi come l’RGB o altri),

proposta nel 1915 dal fisiologo tedesco Ewald Hering sulla scia delle formule studiate negli stessi anni dal pittore americano Albert Henry Munsell.

In seguito, dal 1964 in avanti, il sistema NCS è stato implementato dallo Swedish Color Center Foundation e oggi codifica ben 1.950 tonalità cromatiche.

Il principio di questo sistema è che ogni stimolo visivo può essere descritto in base al grado di somiglianza con sei colori elementari,

ovvero “quelli non associabili a livello percettivo ad alcun altro colore se non bianco, nero, rosso, giallo, verde e blu”.

Tutti gli altri colori sono definiti come “percezioni composite”, in altre parole esperienze visive catalogate in termini di somiglianza con i sei colori elementari.

Come interpretare il codice colore NCS

Questo spiega perché nei codici colore NCS sono presenti tre valori, corrispondenti ad altrettante percentuali, relative a:

Grado di oscurità (somiglianza visiva relativa al colore elementare nero);

Cromaticità (somiglianza visiva relativa al colore “più forte”, più saturato, che si possa pensare);

Tonalità (relativa somiglianza a due dei colori elementari cromatici rossi, gialli, verdi e blu, espressa con due percentuali).

 

 

 

 

IL SIGNIFICATE

Come l’uomo legge (e vive!!) i colori

E ora proviamo a entrare nel vivo dei “significati psicologici” dei vari colori, anche se ovviamente possiamo farlo per grandi linee e non certo su tutte le 1.950 tonalità cromatiche dei sistema NCS.

Blu

 

Il blu è un colore profondo e mistico, allo stesso tempo calmo e potente.

Lo si può mescoare facilmente con il bianco e si abbina con varie tonalità di verde,

Esalta le tonalità di bruno pur mantenendo le sue qualità,

• Se tende più verso il giallo che verso il blu il verde è vivificante.

Viceversa può diventare triste; abbinato al blu mantiene tutte le sue virtù. Il verde è un colore che consente di creare un’infinità di varianti.

Basta osservare la natura dalla primavera fino all’autunno.

Oltre che… dalle scimmie, il blu è certamente il colore preferito dalla maggior parte della gente.

Questo perché rimanda al cielo, all’acqua e anche alla lontananza.

Culturalmente, è legato al freddo.

Ha un effetto rilassante, calmo, sobrio, confortevole e nobile.

Trasmette positività e senso di sicurezza.

Per questo ben si adatta a spazi professionali e commerciali, come banche, uffici e aziende.

In un’accezione negativa potrebbe risultare spaventoso, deprimente, malinconico e, appunto, freddo.

In architettura il carattere del blu sembra essere trasparente, bagnato, fresco e quindi rilassante.

Un soffitto blu chiaro può apparire freddo o sfuggente, oppure pesante e opprimente (se scuro).

Sulle pareti può risultare fresco e distante (se leggero), incoraggiante e invitare all’approfondimento dello spazio (se scuro).

Sul pavimento può suscitare una sensazione stimolante di movimento.

Giallo

Il giallo è il colore più chiaro, allegro, radioso e giovane, tonico e brillante.

 

Come il sole, l’oro o anche lo zolfo.

È pertanto un colore molto brillante e da usare con la giusta attenzione, perché se da un lato può produrre gioia e divertimento,

dall’altro può celare invidia e gelosia, se non proprio senso di tradimento.

Veicola ottimismo, curiosità, giovialità e un’atmosfera senz’altro luminosa: per questo può essere ideale in spazi commerciali o ristoranti, per attirare l’attenzione del pubblico.
Di certo l’effetto è incoraggiante.

Può scaturirne un’associazione psicologica positiva del tipo solare, allegra, radiosa e vitale.

Oppure negativa qualora percepita in senso egocentrico e abbagliante.

Nella sua purezza il giallo è il più felice di tutti i colori.

Irradia calore, allegria e ispirazione e significa illuminazione e comunicazione.

Su un soffitto può sembrare leggero (verso il limone), luminoso o stimolante.

Sulle pareti può risultare caldo (se verso l’arancio), oppure eccitante e tendente all’irritante (se molto saturo).

Un pavimento potrebbe apparire elevato oppure deviante/spiazzante.

Con la luce

Rimane luminoso ma perde la sua forza quando viene mescolato al bianco.

La sua dinamicità viene invece accentuata se lo si avvicina a colori scuri.

Accanto al rosa diventa acido, ma con l’arancio simboleggia i colori del sole.

Utilizzato con il blu in uguale misura perde molto della sua potenza.

Con il viola ritrova la sua vitalità.

 

Rosso

 

Il rosso è un colore vivificante ed eccitante.

Il colore dell’energia, dell’eccitazione, dell’impulso.

In spazi commerciali, negozi o fast food, può attrarre una certa compulsività e il desiderio sfrenato del consumatore.

Di certo l’effetto del rosso è eccitante e stimolante.

L’associazione mentale positiva può essere quindi passionale, fervida, attiva, forte e calda.

Può diventare negativa se troppo intensa, aggressiva, furiosa, feroce e “sanguigna”.

Parliamo indubbiamente del colore più dominante e dinamico.

L’occhio dovrà effettivamente regolare la messa a fuoco, poiché il punto focale naturale del rosso si trova dietro la retina.

Questo vuol dire che un elemento rosso appare più vicino di quello che è!

Ad esempio un soffitto potrebbe risultare invadente, inquietante, pesante.

Alle pareti il rosso potrà sembrare aggressivo o comunque dare il senso di “avvicinarsi troppo”.

Il pavimento rosso potrà rivelarsi… un protagonista anche troppo consapevole oppure contribuire a elevare il senso di vigilanza e attenzione.

Non a caso il  red carpet per le star desta sempre grande attenzione anche quando utilizzato sulle scalinate

Con la luce…

In uguale misura con il verde, praticamente della stessa sensibilità, possiede la vibrazione più brillante e, a seconda degli abbinamenti circostanti, può diventare stridente, esaltante o volgare.

Abbinato al grigio medio può far nascere un senso di tragedia.

 

Verde

 

Per eccellenza il colore che ispira calma, tranquillità, serenità e benessere.

Non per altro la fa da padrone in spazi associati alla salute e al benessere, come ospedali e spa o centri benessere.

In senso positivo può essere mentalmente collegato a qualcosa di tranquillo, rinfrescante, silenzioso e naturale.

In un’accezione negativa può essere percepito come troppo comune, noioso e quindi “colpevole” di poca intraprendenza…

Al contrario del rosso, quando si punta lo sguardo al verde l’occhio si concentra esattamente sulla retina, ragion per cui il verde è in assoluto il colore più riposante per l’occhio.

oltre che capace di abbassare la pressione sanguigna.

Come detto, a livello di interpretazione, il verde può simboleggiare la natura, ma anche la muffa e la malattia.

Usato su un soffitto potrebbe risultare protettivo, ma attenzione che il riflesso sulla pelle potrebbe non rivelarsi altrettanto attraente.

Il verde sulle pareti potrebbe renderle fresche, sicure, calme e “affidabili”, quindi non “pressanti”,

Ma potrebbero arrivare a risultare irritanti se la tonalità diventasse più abbagliante (es. verde elettrico).

Un pavimento verde sarà percepito come naturale (se non troppo saturo), morbido, rilassante oppure freddo qualora la tonalità virasse al blu.

Arancione

L’arancio è il colore più dinamico; unisce l’allegria del giallo all’azione del rosso, brillante ed orgoglioso.

E un colore eccitante e vivificante ma perde della sua intensità se viene mescolato con il bianco. Mescolato con il nero fornisce calde tonalità di bruno.

 

Viola

• Il viola è il colore della segretezza per eccellenza, un colore nobile.

 

 

Un tempo era il colore più costoso da ottenere, in quanto ricavato da molluschi e per questo ne conserva un antico alone di ricercatezza (usato quasi esclusivamente dai re o durante le celebrazioni religiose).

Un certo retaggio culturale lo lega indissolubilmente al potere, alla regalità; un colore oggettivamente non molto facile da trovare in natura.

 

Su un pavimento potrebbe generare un effetto fugace o persino magico…

 

Rosa

Possiamo distinguere due possibili effetti: quello vivace del rosa “gommoso” o calmante del rosa chiaro.

Pertanto a livello mentale può connotarsi in senso positivo per vivacità, calma e intimità;

al negativo come eccessivamente dolce/sdolcinato o comunque debole.

Va indubbiamente “maneggiato con cura”: può essere smaccatamente femminile o limitarsi a descrivere una certa delicatezza.

 

Marrone

Probabilmente, in quanto colore del terreno, è il colore della sottomissione.

Per questo può avere associazioni mentali positive in quanto caldo, costante, sicuro e stabile,

negative se percepito troppo opprimente o pesante.

 

Bianco

 

A livello inconscio, infatti, l’effetto del bianco può essere valutato anche come sconcertante e alla sua tradizionale accezione positiva di colore pulito, nitido e luminoso, si contrappone quella eventualmente negativa di vuoto e sterile.

 

Idem se immaginiamo pareti completamente bianche: il senso potrebbe essere dal “neutrale” (in caso positivo) al vero e proprio vuoto, sterile e quasi senza energia.

Un pavimento perfettamente bianco vorrebbe dire: vietato calpestarmi!

 

Grigio

Un colore che, come ben sappiamo, può avere innumerevoli sfumature, che possono attribuirgli un valore dal neutro al rilassante.

Per questo può essere percepito in senso positivo come colore neutro e “imparziale”,

ma in un attimo si può arrivare alla lettura negativa di noioso.

Un soffitto grigio risulterà di certo ombroso.

Alle pareti, come detto, bisognerà stare attenti a non sfociare dal “positivo” grigio neutro a quello percepito come noioso.

Su un pavimento possiamo invece essere più sicuri che prevarrà la funzione “neutrale”.

Nero

Inevitabile affiancare un aggettivo al colore nero: minaccioso.

Questo non avviene per caso: il nero corrisponde all’assenza di colore, quindi per l’essere umano all’oscurità e alla notte.

A livello psicologico, potremmo pensare alla televisione o alla fotografia in bianco e nero, ricavandone un significato positivo solo se lo leghiamo al senso del profondo e/o dell’astratto.

Inutile dire che anche il nero va maneggiato con estrema cura.

Nella cultura occidentale corrisponde a morte, lutto, mistero e senso dell’occulto.

D’altra parte, è il colore universalmente associato all’eleganza e alla potenza.

 

LE PROPORZIONI

Tutto quanto detto precedentemente sono i nostri elementi, che se mescolati con perizia, potranno fare la differenza.

 

Non si tratta di lavorare con gli elementi della chimica.

Ma si tratta di lavorare con gli elementi dell’alchimia.

Una fiore colorato non può identificarsi con le particelle fisiche che lo compongono.

Lo sapeva benissimo Luis Barragan, che cercava il precipitante alchemico.

Da cui copia umilmente il suo insegnamento alchemico.

In questo mio progetto, per conto della Nike, dove cercai di trovare una sintesi  tra i tanti colori.

 

 

 

 

 

 

Fonte:

interiordesign

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